MD 'Se il medico finisce su facebook? Si può rivalere legalmente'

MD 'Se il medico finisce su facebook? Si può rivalere legalmente'

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INTERNATIONAL TRADE- Roma 22.03.2017, Seminario “Industria 4.0 - Piano nazionale, investimenti, sviluppo".

INTERNATIONAL TRADE- Roma 22.03.2017, Seminario “Industria 4.0 - Piano nazionale, investimenti, sviluppo".

Executive Breakfast 22 Marzo 2017

“Industria 4.0: Piano nazionale, investimenti, sviluppo”
Roma, Palazzo Simonetti Odescalchi - Via Vittoria Colonna 11 (Piazza Cavour) - sala Giulio Cesare 

Lo sviluppo dell’Industria Digitale (interoperabilità, 3D, realtà aumentata, dematerializzazione, sistemi predittivi, sensoristica avanzata e algoritmi applicata a sistemi anticipati di controllo, prototipazione rapida, smart helmets innovativi per la progettazione e gli interventi da remoto, etichette intelligenti, etc.) è una delle sfide cruciali per assicurare al nostro Paese una nuova capacità produttiva, attrarre investimenti esteri,  competere sui mercati internazionali. Le nuove tecnologie come motore di investimento e di spinta all'industrializzazione, anche in forza delle misure varate dal Governo (proroga fiscale del superammortamento macchine, extracosto fiscale, semplificazione del credito d'imposta, riduzione dell'Ires, Patent Box, attivazione di Competent center, Hub e StartUp innovative, Brokerage, etc.). L'imprenditorialità hi-tech riparte dall'Italia. 

Programma

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RESP. SANITARIA - StarBene, "Anche l'ostetrica risponde dei danni al neonato?".

StarBene n° 14 del 21.03.2017 - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone LL.M.

Sono prossima al parto e vorrei sapere se l’ostetrica è responsabile, alla pari del ginecologo, di un'eventuale sofferenza fetale, e come ne risponde.

(da StarBene n° 14 del 21.03.2017, rubrica: Sportello dei diritti del paziente, pag. 10) 

«L’ostetrica deve richiedere l'intervento del medico ogni qualvolta emergono fattori di rischio per la madre, ma anche se ci sono sospetti di sofferenza fetale, compresi quelli evidenziati dal monitoraggio cardiotocografico, che durante il travaglio tiene d'occhio il battito del cuore del piccolo e le contrazioni uterine», risponde Salvatore Frattallone LL.M., Avvocato del Foro di Padova. «Infatti,

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PRIVACY - LaStampa.it, "Come cambia la sanità ai tempi di Facebook".

LaStampa.it

Come cambia la sanità ai tempi di Facebook
Condividere su social network episodi di malasanità (veri o anche solo vissuti come tali) potrebbe essere un reato. Con l’aiuto di esperti legali vi spieghiamo come evitare l’accusa di diffamazione

(da lastampa.it, di Fabio Di Todaro, sezione: Tecnologia, ed. del 17.03.2017)

La segnalazione di quella che si ritiene essere una errata gestione di un caso clinico viaggia sempre più spesso sui social network: con Facebook a farla da padrone. Sono però in pochi i pazienti, o i loro parenti, a sapere che un simile atteggiamento rischia di configurare un reato. La probabilità risulta tanto più alta quanto più si ricorre a scatti fotografici e video. Questi, una volta immessi nella rete, possono risultare l’elemento in grado di determinare una violazione dei dati personali. Attenzione va posta pure ai criteri di visibilità di un post sulla propria bacheca, tenendo a mente che la portata di un’informazione veicolata attraverso un social network è più ampia di quella garantita da una lettera pubblicata su un quotidiano.  

L’INSIDIA SI CHIAMA DIFFAMAZIONE  
A fare chiarezza sul tema sono gli avvocati del pool «View net Legal». Il loro giudizio, in merito all’opportunità di segnalare disservizi ospedalieri in rete, è abbastanza chiaro:

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PRIVACY - InSaluteNews, "Ospedali e medici sui social network. Ecco cosa si rischia".

Ospedali e medici sui social network. Ecco cosa si rischia. In crescita segnalazioni, commenti, foto e video postati all’insaputa di pazienti e sanitari. Gruppi per la segnalazione di disservizi dei nosocomi: ne nascono 10 al giorno, ma attenzione alle denunce.

(da insalutenews.it, 28 febbraio 2017, di Nicoletta Cocco

Roma, 20 febbraio 2017 – La vicenda dell’ospedale di Nola arrivata su tutti i giornali, in cui una persona ha fotografato pazienti curati per terra per mancanza di posti letto ha scoperchiato un vaso di Pandora: denunce, interviste e la scoperta dell’esistenza di decine di gruppi sui principali social. Sono gruppi segreti o chiusi che hanno lo scopo di raccogliere le segnalazioni sui disservizi delle varie strutture sanitarie italiane.

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