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PENALE - Il Sole 24ore, Antiriciclaggio e poteri dell'Uif.

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ANTIRICICLAGGIO: IL SOLE 24 ORE - Antiriciclaggio al nodo dei poteri dell'Uif.

(IlSole24h, 07.09.2009)

 

di Salvatore Frattallone

 

Il 26 giugno scorso il governo ha presentato alle commissioni parlamentari Giustizia e Finanze del Senato lo schema di decreto legislativo per la modifica del decreto antiriciclaggio. Il Governatore della Banca d'Italia, intervenuto il 22 luglio 2009 in commissione Antimafia, ha sostenuto la necessità di una riscrittura critica di legge e regolamenti.

La disciplina per il contrasto del cosiddetto money laundering ha manifestato problemi interpretativi e applicativi, acuitisi con il recepimento della terza direttiva (2005/60/CE)

che impone l'ultrattività delle norme previgenti. Come suggerito dalla Banca d'Italia, serve una riforma globale, un agile Testo unico per risolvere le criticità del D.L.vo 231/07 e fornire agli operatori, in particolare ai liberi professionisti, una cornice giuridica certa. La normativa è incoerente, inadeguata, pregiudica la riservatezza dell'identità del professionista segnalante e incide sul diritto di libertà della parte assistita a un leale rapporto di fiducia con l'avvocato, interfaccia fra cittadino e istituzioni.

 

Sul ruolo chiave dell'avvocato si innesta la protesta del Consiglio nazionale forense del 10 luglio. La massima assise dell'avvocatura italiana chiede al governo di inibire l'accesso all'anagrafe tributaria per finalità antiriciclaggio, di stilare norme che assicurino l'«adeguata verifica della clientela» e la «registrazione» dei dati garantendo l'anonimato del professionista senza detrimento per le segnalazioni, di semplificare o escludere gli obblighi se il riciclaggio appaia inverosimile, per il principio «dell'approccio basato sul rischio». Rispetto alle segnalazioni di operazioni sospette, la Banca d'Italia vorrebbe poi che l'Uif (unità di informazione finanziaria) potesse disporre di «un potere generale di richiesta di dati e notizie, nonché di audizione personale nei confronti di tutti i soggetti comunque coinvolti in fattispecie in corso di approfondimento» e, persino, «un ruolo di impulso per l'adozione di provvedimenti interdittivi da parte delle autorità di vigilanza e degli ordini professionali nei confronti dei soggetti di rispettiva pertinenza».

Una richiesta che crea qualche sconcerto nel giurista. Il trend che dal 1974 porta alla proliferazione, nella pubblica amministrazione, delle più diverse autorità di garanzia andrebbe, forse, limitato. Certi ruoli e funzioni sono riservati, nel nostro sistema costituzionale, all'autorità giudiziaria. Questo è il monito che si evince dalla bozza di parere al governo che, il 28 luglio 2009, le commissioni Giustizia e Finanze del Senato hanno formulato, per far luce sulla ripartizione di competenze tra Uif e organismi investigativi.

Il Senato intende far aggiungere al comma 3 dell'articolo 51 - sulla contestazione delle violazioni in tema di limiti all'uso di contante e titoli al portatore - l'inciso «All'accertamento e alla contestazione delle violazioni di cui al comma t, provvede la Guardia di Finanza, ai sensi dell'articolo 60, comma 1, al termine dell'approfondimento della segnalazione di operazione sospetta, secondo modalità stabilite d'intesa con la Uif».

L'unità, incardinata presso la Banca d'Italia invia autonoma e indipendente, è deputata a monitorare i flussi finanziari e a raccogliere le segnalazioni di operazioni sospette, per prevenire fenomeni di riciclaggio. Non possono venirle devolute funzioni investigative che mal si conciliano con la sua stessa natura.

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