Ord. forense

ORD. FORENSE - Rapporti con i clienti e onorari.

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IL SOLE 24 ORE, 26.11.2010

I rapporti con i clienti? Più difficile farsi pagare


GENOVA. Dal nostro inviato

«Il Governo ha scomodato Milly Carlucci per lo spot Tv che a ora di cena dice a milioni di italiani che con la conciliazione obbligatoria possono fare a meno dell'avvocato. I risultati sono due. Si delegittima la sola categoria che difende, sulla base della Costituzione, i diritti dei cittadini. Visto che può essere conciliatore l'iscritto a un qualunque Albo, si rinuncia ad applicare anche la legge e si sottrae mercato a migliaia di giovani legali, per i quali la conciliazione potrebbe costituire almeno il 30-35% del fatturato».


Ha una fascia nera al braccio in segno di lutto per «la morte del diritto» Maurizio Acunzo, avvocato napoletano, mentre calcola quanto potrebbe costare a lui e a tanti avvocati, soprattutto al sud, la conciliazione obbligatoria senza assistenza legale.
Sul ponte numero 3 della nave Costa Concordia, che ospita il cuore dei lavori del trentesimo congresso nazionale forense, Filippo Pucino, avvocato di Napoli, commenta: «Bisogna spiegare ai clienti perché per una questione da mille euro davanti al giudice di pace bisogna ricorrere al legale e chi ha diritto a un risarcimento sostanzioso per aver perso il figlio in un incidente stradale o per questioni di eredità deve sedersi da solo al tavolo con la controparte». «Spiegare a un cliente che conciliare paralizza di quattro mesi almeno il ricorso al tribunale, può costare anche un migliaio di euro tra domanda, bolli, tasse di pacificazione, di non pacificazione e di registrazione degli esiti è impresa ardua. D'altra parte, bisogna mettere nel conto clienti che, ricevuto l'assegno di risarcimento, fingono di andare in auto a prendere il libretto per saldare la parcella e non si fanno più vedere».
«Se a Palermo in Corte d'Appello - afferma Annamaria Introini, di Palermo - l'udienza finale di discussione tra due parti concordi nel mandare il fascicolo a decisione entro 90 giorni viene fissata al 2014, è chiaro che al ritardo intollerabile o alla sentenza sfavorevole molti decidono di non pagare». Il ritorno ai minimi tariffari, come prevede la riforma forense approvata in prima lettura martedì al Senato, può, in qualche modo, arginare l'erosione di reddito della categoria? «Abolire i minimi è stato un errore - risponde Introini - perché non ha favorito i clienti privati poco abbienti. Già prima, con la persona che non poteva pagare si studiavano forfait, sconti o pagamenti dilazionati. La Bersani è servita a confezionare un pacchetto per banche e assicurazioni. Che hanno potuto fare convenzioni con giovani o piccoli studi per l'attività di contenzioso e recupero crediti, ad esempio, a 200 euro il fascicolo. Oppure, banche e assicurazioni pagano solo a credito recuperato, facendo di alcuni giovani colleghi dipendenti mascherati e senza tutele».
«Con la crisi aumenta il contenzioso - sottolinea Anna Zampieron, penalista 40enne di Venezia - e personalmente non ho sentito cali di fatturato. Ma condizione essenziale per i giovani è una: dimostrare eccellenza in un ambito, possibilmente di nicchia e intercettare quei filoni di mercato meno battuti, che richiedono elevata preparazione. I giovani devono poi avere capacità di fare marketing. Non credo che per noi la strada sia quella dell'avvocato low cost o del negozio giuridico. Il cliente, non solo l'azienda, paga per un servizio, a patto che sia di qualità».
Nello Pasquini, avvocato con doppio tesserino a Roma e Londra, esercita solo nella City. «I problemi non sono così diversi – spiega – rispetto a Londra. In Gran Bretagna la crisi è drammatica. Ha colpito soprattutto i giovani avvocati. Nessuno vuole o può assumere ai ritmi di tre-cinque anni fa; si riducono così le possibilità d'accesso alla professione».
Salvatore Frattallone, invece, è ottimista. «Se l'avvocato attende che il cliente bussi alla porta poi non deve lamentarsi. Io ho un piccolo studio di provincia ma con colleghi in tutta Italia abbiamo creato un network di studi collegati in videoconferenza, viewnetlegal, attraverso cui collaboriamo in base alle rispettive competenze. Non abbiamo i costi di una law firm strutturata ma tutti i vantaggi di competenze che si integrano. I clienti bisogna cercarseli e offrire loro una prestazione di qualità. È la sola chiave del successo».

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