MP, Società di capitali tra professionisti, finalmente ad armi pari in Europa.

di Salvatore Frattallone, Chairman of View net Legal network
(da MondoProfessionisti.it, Newsletter Anno X - Numero 167 - Chiuso in redazione: Lunedi 21 Settembre 2015 alle ore 16:00)
 
Così, alla fine, è giunto alla Camera dei Deputati il d.d.l. n. 3012, con gli emendamenti votati il 9 settembre scorso nelle Commissioni Riunite VI e X. Il d.d.l. sulla concorrenza non rileva tanto per la precisazione dell’obbligo di fornire al cliente il preventivo della parcella per la prestazione, a prescindere da un'esplicita richiesta dell'assistito. Nella prassi ci si è ormai abituati da tempo - col venir meno del sistema del tariffario ministeriale - alle pattuizioni sul compenso, che hanno come ovvio presupposto quello di preventivare l’onorario di massima della prestazione professionale.

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ORD. FORENSE - Mazzola, "In memoria di chi onora la toga e viene ucciso"

(da CF News, Newsletter di Cassa Forense, n° 30.04.2015, Interventi)

“Mi diceva sempre: “Mamma, lo sai che il nostro giuramento è il più bello di tutti, ma ti rendi conto cosa vuol dire la formula sulla consapevolezza sociale e sull’alta dignità della professione?Che senza di noi non ci sarebbero lo Stato, la famiglia, la comunità’”.

Quando sale sul palco in aula magna a Milano dove si commemorano le vittime, dinanzi ad oltre 1.500 tra avvocati, magistrati, personale amministrativo e persone comuni, la mamma di Lorenzo Alberto Claris Appiani, l’avv. Alberta Brambilla Pisoni si stringe idealmente alla toga insanguinata del figlio, ed è forse questo che le dà la forza di parlare, con le lacrime agli occhi:“Quando mio figlio ha giurato il discorso di accoglienza lo fece l’avvocato Biagi il quale esortò i neo avvocati a non fare i ventriloqui, le marionette del cliente. Fate quello che è giusto per il cliente, diceva. Ecco, Lorenzo è morto perché non è stato una marionetta. Voglio che tutti gli avvocati siano orgogliosi della dignità della professione forense, così mio figlio non sarà morto per niente”.

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ORD. FORENSE - MP, «Mercato e concorrenza secondo Renzi» al centro del dibattito tra i Partner del network il 12 marzo 2015 a Roma. Il punto di vista di Frattallone.

(da MondoProfessionisti.eu, newsletter anno X - numero 42 - chiusa in redazione: giovedì 05 marzo 2015 alle ore 16:00)
 
Abbiamo incontrato a Palazzo Lavaggi-Sanfelice, sede di «View net Legal», Salvatore Frattallone che presiede il Board of Directors del network forense. 
Che ne pensa delle misure che il Premier Renzi e il Ministro Guidi intendono varare, come deciso nella riunione del Consiglio dei Ministri n° 51 dello 20 febbraio scorso? «Il delicato tema sarà discusso da tutti i Partners di View net Legal, che si riuniranno - unitamente al Consiglio Direttivo Nazionale del network - a Roma, il prossimo 12 marzo 2015. Il provvedimento governativo è stato salutato con favore dall’Antitrust, mentre è già stato oggetto di altalenanti prese di posizione da parte di talune componenti dell’Avvocatura e dei rappresentanti di altre professioni, ora entusiastiche, ora aspre, spesso livorose e contraddittorie». 
Per Frattallone «il Paese è ingessato da troppo tempo, è stato privato della possibilità di crescere e di evolvere. Non si risolvono le difficoltà dei 300.000 avvocati italiani - cui sono state erose, progressivamente ma in modo incessante, quote rilevanti di spazi professionali - concedendo loro gli spazi sottratti nottetempo ad altre professionalità. Sono orgogliosamente avvocato e non voglio morire notaio».

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ORD. FORENSE - Cnf: Lettera agli Avvocati del presidente Mascherin

IL PRESIDENTE DEL C.N.F., AVV. ANDREA MASCHERIN (foto Repubblica.it)Noi sempre a fianco delle persone. Continuiamo a svolgere la funzione di tutela dei diritti che la Costituzione della Repubblica ci assegna

Lettera agli Avvocati del presidente Mascherin

Care Colleghe, Cari Colleghi, 
i fatti di Milano, e ciò che ne sta seguendo, ci chiedono di operare una scelta responsabile nel comunicare la nostra di identità, rifuggendo da ogni tentazione autoreferenziale. Dobbiamo dire a chiare lettere ai cittadini che noi Avvocati non siamo e non vogliamo essere considerati eroi, e le vittime del nostro lavoro sono vittime come qualsiasi altra. Noi siamo lavoratori, e la grande maggioranza di noi cerca di svolgere i propri compiti con coscienza e scrupolo professionale, lontano dalla ribalta e dai facili guadagni. Anche noi, come tanti lavoratori, ci dibattiamo nella morsa della crisi economica e di valori che sta colpendo il nostro Paese. Però siamo Avvocati e il nostro compito, il nostro mestiere, è quello di custodi dei diritti e di guardiani di una democrazia che deve pensare prima ai deboli e poi ai forti e, se serve, contro i forti. Per questo il nostro mestiere è anche una funzione ed è anche una missione. Consideriamoci dunque privilegiati, poiché la Costituzione della Repubblica Italiana ha posto noi a fianco e a protezione dei diritti fondamentali dei cittadini. Allora lasciamo ad altri polemiche e strumentalizzazioni che non servono al Paese e non possono essere comprese da chi soffre le tante difficoltà del vivere quotidiano. Non siamo eroi, ma siamo Avvocati; e anche se qualcuno ogni tanto può dimenticarlo, noi non dobbiamo mai farlo.

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ORD. FORENSE - Parcelle, il Consiglio di Stato: prevalga la libera concorrenza.

IL SOLE 24 ORE, Professionisti. Il Consiglio di Stato dà seguito alla sentenza della Corte Ue sulla liberalizzazione. Il decoro non entra nella tariffa. Gli Ordini non possono più valutare i prezzi col parametro della dignità

Il decoro non è più un parametro valido per verificare le tariffe professionali. Lo sottolinea il Consiglio di Stato con la sentenza 22 gennaio 2015 n° 238, generata da un ricorso dell’Ordine dei geologi, ma estensibile a tutte le professioni. Si discuteva infatti delle sanzioni dell’Autorità garante della concorrenza (Antitrust), irrogate perché l’Ordine aveva adottato criteri e parametri per determinare tariffe. Quindi, una situazione identica a quella di altre professioni collegiate (avvocati, notai, professioni tecniche). Il problema è sorto con il Dl 223/2006 (articolo 2), che ha eliminato i minimi tariffari: minimi che secondo l’Antitrust non possono essere reintrodotti attraverso principi deontologici di corretto comportamento. Ora, con questa sentenza del Consiglio di Stato, i prezzi praticati dai professionisti non sono più oggetto di una verifica di decoro deontologico, concludendo un percorso che ha coinvolto la Corte di giustizia Ue.

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