Resp. sanitaria

RESP. SANITARIA - StarBene, "Sono scivolata nella corsia dell'ospedale".

StarBene n° 23 del 23.05.2017 - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone LL.M.

Andando a trovare mio padre in clinica, sono caduta e mi sono rotta il femore. Il pavimento era bagnato, ma non c'erano avvisi. Ho diritto a un risarcimento?

(da Starbene n° 23 del 23.05.2017, rubrica: Sportello dei diritti del paziente, pag. 12)

«Si, puoi chiedere il risarcimento dei danni biologici, patrimoniali e morali per le lesioni che hai subito, provando mediante testimoni che la caduta è stata determinata dal pavimento bagnato e scivoloso. Tramite una consulenza medico legale devi definire e far certificare l'entità delle lesioni e la loro riconducibilità allo scivolone», spiega Salvatore Frattallone, Avvocato LL.M. del Foro di Padova. «Il pavimento sdrucciolevole, non ancora asciutto e non segnalato

(per esempio con un cartello di divieto d'accesso o un segnale di pericolo per chi transita), costituisce una insidia imprevista e imprevedibile. Il custode dell'oggetto "pericoloso", ovvero l'ospedale, risponde perciò di quel che ti è capitato, perchè deve prevenire il rischio di cadute con adeguate misure di sicurezza, esercitando i poteri di vigilanza che gli competono. Se la corsia era già aperta al pubblico, non ti si può contestare che l'umido era visibile e che la situazione di pericolo era prevedibile con la dovuta attenzione. Se sporgi querela entro 3 mesi dal fatto, tieni presente che, in forza del comma 2 dell'art. 40 del codice penale ("non impedire un evento che  si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo"), hai titolo un domani anche per costituirti parte civile nel processo penale e chiedere in tale sede il risarcimento dei danni.».

 

 

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