PRIVACY - Garante, "Se il coniuge chiede la separazione allegando un estratto conto acquisito illecitamente dalla banca".

Garante privacy

Una signora ha chiesto la separazione dal marito, il quale era intestatario di un rapporto di conto corrente bancario e di deposito titoli, avanzando domande di natura patrimoniale (per il mantenimento dei figli) adducendo che la capacità patrimoniale del marito era comprovata anche dall'estratto conto bancario relativo al suddetto rapporto del correntista. Il marito ha appreso dell'e./c. dal ricorso notificatogli dalla moglie, che la moglie mai aveva ricevuto alcuna delega ad operare sul di lui conto corrente. A fronte del reclamo presentato dall'uomo, il garante per la protezione dei dati personali ha avviato  un'indagine. Della consultazione dei "file di log", che avevano registrato l'operazione di consultazione di quel conto in un dato momento, l'accesso a quel conto corrente risaliva a epoca incompatibile con la presenza del titolare del conto in filiale: per le regole che presiedono al cd. "tracciamento degli accessi ai sistemi", i log di tracciamento delle operazioni di inquiry vanno conservati per almeno 24 mesi dalla data di registrazione dell'operazione.

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PRIVACY - Vanity Fair, «Ho spiato il cellulare di mia figlia, e lei mi ha beccato».

da vanityfair.it, News / Storie, 27.05.2016, di Monica Coviello

Rosa è riuscita a mettere sotto controllo l'account WhatsApp della figlia e a entrare nel suo profilo Facebook, ma è stata scoperta: «Quello che ho fatto è ingiusto». Ma è anche illegale, come ci spiega l'Avvocato

(da vanityfair.it, News / Storie, 27.05.2016, di Monica Coviello)

«Ero riuscita a tenere sotto controllo tutti i messaggi che mia figlia Amanda, 15 anni, scambiava su WhatsApp. “Rubandole” il telefono per qualche minuto, mentre faceva la doccia, sul mio computer avevo attivato WhatsApp Web. Non avevo avuto modo di accedere a Facebook, fino a quando non è entrata nel suo profilo dal mio computer: le credenziali sono state salvate e, fino al cambio password, ho potuto controllare che non ricevesse messaggi inopportuni». Rosa è una madre, come tante, che ha bisogno di controllare la figlia per sentirsi tranquilla e per sapere che Amanda è al sicuro.

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PRIVACY - InSaluteNews, "Botte ai bambini, nuovi abusi a scuola a Bari. Servono sistemi di videosorveglianza".

nsalutenews.it, ed. 14.05.2016

(da insalutenews.it, ed. 14.05.2016) 

Il parere dell’avv. Salvatore Frattallone, penalista ed esperto in privacy
Roma, 14 maggio 2016 – Arezzo, Grosseto, Roma, Rimini e ora Bari sono i teatri degli abusi sui bambini proprio a scuola, dove dovrebbero essere educati e protetti. E dove invece vengono picchiati e maltrattati da educatori e insegnanti. Smascherati solo dalle telecamere nascoste delle forze dell’ordine. La cronaca riporta in continuazione casi di questo genere. Ci si interroga quindi sulla possibilità o la necessità di porre delle telecamere di sorveglianza in scuole, istituti, residenze sanitarie e ovunque ci siano soggetti fragili che possono essere oggetto di maltrattamenti. L’avv. Salvatore Frattallone, penalista ed esperto in diritto della Privacy a Padova e Roma, spiega ciò che è legale allo stato attuale secondo le norme. Sono sempre più frequenti casi di genitori che denunciano i maestri e gli educatori, perché avrebbero commesso reati ai danni dei loro figli. È giusto o legittimo che siano messe telecamere negli asili?
“Sono purtroppo sempre più frequenti i casi di denunce e querele all’autorità giudiziaria, sporte da parte di genitori, per abusi compiuti su minori che sarebbero stati consumati da insegnanti, da maestre e da altri operatori scolastici.

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PRIVACY - Starbene, "Ho un familiare con patologia geneticamente trasmissibile e vorrei la p.m.a.: posso chiedere una diagnosi preimpianto?". (2)

La donazione del seme o degli ovuli, dietro compenso, è ancor oggi vietata. Ancora in vigore il divieto di accesso alla fecondazione assistita per i single e le coppie omosessuali. 
"Sono sposata da anni, ma non riesco ad avere un figlio. Mi sono sottoposta ad esami e risulto fertile, ma mio marito vorrebbe ricorrere alla fecondazione assistita perché ho un familiare con  la sindrome di DiGeorge, geneticamente trasmissibile. Posso chiedere una diagnosi pre-impianto per stare tranquilla?"

(in Starbene, n° 21 del 16.05.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Sì: il divieto, che era previsto dall’art. 4 della legge 19 febbraio 2004 n. 40, è caduto a seguito della sentenza n. 96/2015 della Corte Costituzionale», risponde Salvatore Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Oggi è ammessa la  procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo sia nel caso in cui sussista una patologia che è causa di sterilità o d’infertilità assolute e irreversibili, sia quando si tratti di coppie fertili, ma con patologie genetiche trasmissibili ai figli, come nel tuo caso. Infatti, uno dei fini della p.m.a. è quello di evitare il rischio di trasmettere ai figli la malattia genetica di cui uno o entrambi i genitori sono portatori e la vostra famiglia si potrà perciò giovare della apertura determinata dalla recente decisione della Consulta. Peraltro, sono state dichiarate incostituzionali anche le norme della legge n. 40/2004 che non prevedevano la possibilità di accedere alla p.m.a. con diagnosi genetica pre-impianto alle coppie fertili, portatrici di malattie geneticamente trasmissibili rispondenti ai criteri di gravità che consentono l’accesso all’aborto terapeutico. Insomma, ciò che ti era precluso neanche un anno fa, oggi ti viene riconosciuto e si traduce nella libertà di accesso a tutte le tecniche di p.m.a.: nel rispetto del diritto alla salute, tuo e del nascituro», 

StarBene - Articolo dell'Avv. Salvatore Frattallone sulla p.m.a.

 

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PRIVACY - HuffPost, "Come ti spio il pargolo con il GPS, ma è legale?".

www.huffingtonpost.it, 19.04.2016, di Johann Rossi Mason

da www.huffingtonpost.it, 19.04.2016, di Johann Rossi Mason*   

Come ti spio il pargolo con il GPS, ma è legale?

I genitori 2.0 hanno imparato a monitorare i figli. Controllano dove sono guardando il GPS del loro telefonino, sbirciano la loro pagina Facebook, ricevono copia di tutti i messaggi WhatsApp che si scambiano con gli amici e sanno a memoria la cronologia delle ricerche che effettuano su Google. Basta installare sullo smartphone del pargolo un invisibile software spia e il gioco è fatto, ce ne sono decine in rete. Sanno quindi in tempo reale se i figli bevono, si drogano o hanno rapporti sessuali, se non vanno a scuola o se stanno preparando un attentato terroristico (meno frequente ma non si sa mai). I software spia tolgono loro il disturbo di fare domande scomode e il fastidio di sentirsi mentire. Questo li rende tranquilli? Tutt'altro, sono genitori ansiosi e insicuri e i dispositivi di monitoraggio aumentano il loro livello di allerta che diventa cronico. Ma questo sarebbe un problema secondario, la realtà è che queste forme di controllo, anche se interessano i minori sono ai limiti della legalità. Lo spiega l'Avvocato Salvatore Frattallone, penalista ed esperto in questioni che attengono la privacy, al quale abbiamo chiesto fin dove possa arrivare il controllo.

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