Due mie colleghe dicono che su Internet si risparmia. Io sono scettica e penso che i medicinali in vendita online possano essere meno efficaci o addirittura pericolosi. È così?
(da StarBene n° 7 del 31.01.2017, rubrica: Sportello dei diritti del paziente, pag. 9)
«Hai ragione. Il fenomeno dei medicinali contraffatti è di vaste dimensioni. Nel 2016 l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha dedicato all'analisi dei mercati illegali uno specifico studio, evidenziando che il 32% dei farmaci che viaggiano in rete non contiene principio attivo, il 20% ne contiene quantità non corrette, il 21,4% è composto da ingredienti sbagliati, il 15,6% ha corrette quantità di principi attivi ma un packaging falso, l'8,5% contiene alti livelli di impurità e contaminanti», spiega Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «L'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ha perciò sottolineato che servono soluzioni internazionali di contrasto, per tutelare la salute pubblica, e il Consiglio d'Europa ha adottato la Convenzione MediCrime, che
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L’ospedale che mi ha curato ha rivelato la mia omosessualità a un ufficio della pubblica amministrazione. Ha violato la mia privacy?
(da Starbene n° 5 del 17.01.2017, Rubrica: Sportello dei diritti del paziente, pag. 10)
La diffusione non autorizzata dei tuoi dati personali, compresi quelli sul tuo orientamento sessuale, configura una condotta omofobica, discriminatoria e lesiva del tuo diritto alla privacy. Il fatto che la comunicazione sia rimasta circoscritta
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