«Insieme ad alcuni miei amici e colleghi, avrei intenzione di raccogliere farmaci per poi donarli alle persone bisognose della zona in cui abitiamo. Possiamo farlo?»
>>> Il 14 settembre é entrata in vigore la legge 166/2016 contro gli sprechi, che prevede la possibilità di donare alle Onlus farmaci non psicotropi.
(in Starbene, n° 40 del 26.09.2016, Sportello dei diritti del paziente, pag. 12)
«Sì, proprio il 2 agosto di quest'anno, il Senato della Repubblica ha varato in via definitiva una legge (d.d.l. n° S2290) concepita appositamente per contrastare gli sprechi e favorire la cessione gratuita di prodotti farmaceutici, a scopo di solidarietà sociale», precisa Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «La raccolta e la distribuzione di medicinali, però, non possono essere effettuate da chiunque:
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«Registrandomi in ospedale per un ricovero mi sono state richieste notizie sulle mie convinzioni religiose. Che cosa hanno a che fare queste informazioni con la mia salute? E’ giusto che lo abbiano fatto?»
>>> Ogni paziente può esercitare il diritto all'autodeterminazione terapeutica, segnalando per esempio che non vuole sottoporsi a trasfusioni di sangue.
(in Starbene, n° 41 del 03.10.2016, Sportello dei diritti del paziente, pag. 14)
«La struttura sanitaria non è autorizzata dalla legge alla raccolta informazioni personali sul credo religioso in modo sistematico e preventivo», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Può invece essere informata su iniziativa del paziente per sapere quali prestazioni mediche erogargli, in linea con le sue convinzioni religiose. Trattandosi di un dato «sensibile», va fornito il tuo consenso a medici e infermieri che devono annotarlo in forma scritta.
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