RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Ho subito un incidente nell'ambulanza che mi trasportava. Chi paga?".

«L'ambulanza che mi stava portando in ospedale ha avuto un incidente e sono stato sbalzato dalla barella, riportando diverse fratture e un serio trauma cranico. Chi paga?»

>>> ll personale dell’ambulanza esercita un servizio di assistenza sanitaria; è quindi tenuto a salvaguardare l’incolumità del passeggero

(in Starbene, n° 30 del 18.07.2016, Sportello dei diritti del paziente

«Puoi essere risarcito dalla compagnia assicurativa dell’autoambulanza e, come terzo trasportato, non sei tenuto a provare le responsabilità degli autisti dei veicoli coinvolti nel sinistro stradale», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Hai inoltre la possibilità di citare in giudizio anche il conducente dell’autoambulanza:

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "La protesi al ginocchio era difettosa. Su chi posso rivalermi?".

«Ho subito un intervento al ginocchio, ma la protesi era difettosa. Ho avuto molti problemi e sono stato costretto a operarmi di nuovo. Su chi posso rivalermi: sull'azienda produttrice, sull’ortopedico o sull’ospedale?»

«Contro le protesi PIP pericolose per il seno, più di 2.200 francesi hanno fatto ricorso ai giudici, chiedendo i danni alla Poly Implant Prothese, l’azienda che le aveva prodotte».

(in Starbene, n° 25 del 13.06.2016, Sportello dei diritti del paziente

«Se i danni che hai subito dipendono da una protesi difettosa, è la ditta produttrice che deve risarcirti», dice Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Il D.P.R. n° 224/1988 ha stabilito che il produttore deve risarcire i pazienti dei danni derivati dall’impianto per il pericolo creato, a prescindere da dolo o colpa. Tu però devi provare che la protesi era difettosa e che l'impianto ti ha provocato un danno perché si sono verificate delle anomalie. La casa produttrice può difendersi, dimostrando per esempio che il difetto non esisteva quando ha messo la protesi in circolazione. Se, invece, ti è stato impiantato un modello di cui era stato disposto il ritiro precauzionale (come è accaduto per alcune protesi al seno), puoi querelare per lesioni personali colpose il fabbricante e/o l’ortopedico e poi costituirti parte civile anche contro l’ospedale nel processo penale, chiedendo i danni. La responsabilità ricadrebbe sull’ortopedico (e quindi anche sulla struttura sanitaria) se, per grave imperizia, non avesse collocato in modo corretto la protesi». 

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Mi offro volontario per i test sui farmaci. In caso di effetti collaterali o rischi c'è un'assicurazione?".

StarBene n. 23 del 30 maggio 2016 - Avv. Salvatore Frattallone

«Mi offro volontario per i test sui farmaci. In caso di effetti collaterali o rischi è prevista una forma di assicurazione che mi tuteli?» 

(in Starbene, n° 23 del 30.05.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«I maggiorenni in buona salute possono iscriversi al registro dei volontari sani per sperimentare i farmaci (è previsto un esiguo rimborso spese). L’assicurazione è obbligatoria per la partecipazione alla fase 1 di uno studio», spiega Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Questa prima parte sperimentale prevede, dopo uno screening medico e prelievi del sangue per accertare lo stato di salute del volontario, la somministrazione di un farmaco sperimentale e la successiva esecuzione di esami di laboratorio. Per questo è necessario

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Soffro di apnee notturne e devo rinnovare la patente. Posso tacerlo?".

 

«Soffro di apnee notturne e devo rinnovare la patente. Temo che dichiarare il mio disturbo durante la visita ne pregiudichi il rilascio. Posso omettere questa informazione?»

(in Starbene, n° 24 del 06.06.2016, Sportello dei diritti del paziente

Per il rilascio o il rinnovo della patente di guida si tiene conto della sindrome delle apnee notturne e delle malattie neurologiche che mettono a rischio la sicurezza della guida.

«Ti sconsiglio di tacere che soffri di apnee. L’assicurazione rca non ti coprirebbe l’indennizzo dei danni provocati a seguito di un eventuale incidente e, in ipotesi di sinistri mortali, come l’investimento d’un pedone, l’omicidio non verrebbe punito a titolo di colpa ma di dolo eventuale, con pene ben più aspre», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Dal 28 gennaio 2016 sono in vigore i nuovi requisiti minimi d’idoneità fisica e mentale

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RESPONSABILITÀ SANITARIA - Starbene, "Avevo dolori al petto e mi diedero il codice giallo, ma era infarto".

"Mi sono rivolta la pronto soccorso per forti dolori al petto. Nonostante stessi male mi hanno attribuito un codice giallo. Poi, senza effettuarmi alcun esame, mi hanno rispedita a casa con una diagnosi di mal di stomaco. In realtà era un infarto e ho rischiato la pelle. E ora?"

(in Starbene, n° xx del xx.xx.2016, Sportello dei diritti del paziente) 

«Potrai chiedere il risarcimento dei danni patiti per l’errata diagnosi di cui sei stata vittima. Questo è un caso di malpractice medica, che infatti, si verifica se, in presenza di uno o più sintomi di una malattia, non viene inquadrato il caso clinico, i sanitari pensano che il paziente soffra di una patologia diversa o se non effettuano controlli e accertamenti, utili per formulare una diagnosi corretta, come è successo nel tuo caso», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Rivolgiti perciò ad un avvocato, sapendo che puoi rivalerti in sede civile sia sul medico che sulla struttura sanitaria a cui ti sei rivolta e che per farlo hai ben 10 anni di tempo dal momento in cui è avvenuto il fatto. Per altro, non sarai tu a dover dimostrare il danno: spetta al medico che ti ha preso in carico al pronto soccorso provare di avere effettuato tutti i controlli necessari per arrivare ad una diagnosi corretta. Entro 5 anni potrai agire per responsabilità extracontrattuale, ma allora sarai tu a dover provare l’errata diagnosi. Nel tuo caso, potrebbe essere responsabile anche l’infermiere del triage che ti ha attribuito un codice giallo: sbagliando la diagnosi infermieristica all’accettazione, ha provocato un ritardo negli accertamenti che ti va risarcito anche se “il tempo perso” non ha influito in concreto sull’evoluzione, sul trattamento e sulla prognosi del tuo infarto, ma è stato “solo” una fonte di ansia, che rappresenta ugualmente un danno non patrimoniale. Se vuoi sporgere querela, invece, sappi che il medico viene condannato in sede penale solo se è incorso in colpa grave, mentre per colpa lieve risponde solo se abbia violato le linee guida. Perché non scatti l’assoluzione,, sarà comunque essenziale accertare che l’infarto era già in atto all’atto dell’accettazione o delle visite in pronto soccorso».

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