
«Mentre ero in ambulanza per andare al pronto soccorso, il veicolo ha avuto un incidente e sono stato sbalzato dalla barella. Ho avuto diverse fratture e un serio trauma cranico. Chi paga?»
(in Starbene, n° 26 del 20.06.2016, Sportello dei diritti del paziente)
«Puoi essere risarcito dalla compagnia assicurativa dell’auto-ambulanza e, come terzo trasportato, non sei tenuto a provare le responsabilità degli autisti dei veicoli coinvolti nel sinistro stradale», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Hai inoltre la possibilità di citare in giudizio anche il conducente dell’autoambulanza: se è in servizio urgente, il codice della strada lo autorizza a non osservare obblighi, divieti ed altre prescrizioni sulla circolazione, purché utilizzi sirena e lampeggiante blu (art. 177). Non per questo è esente da responsabilità e deve rispettare le norme cautelari di comune prudenza e diligenza. Se sporgerai querela e il conducente dell’ambulanza sarà processato, potrai quindi costituirti parte civile contro di lui e chiedere i danni per le lesioni riportate. Tieni presente che il paziente trasportato in un mezzo di soccorso può riportare danni (risarcibili) anche al di fuori d’uno scontro tra auto: bastano brusche frenate o banali tamponamenti. Se non sono state messe in atto le dovute cautele (cinture di sicurezza e posizione corretta del trasportato), la giurisprudenza è rigorosa nel condannare chi ha messo in circolazione il veicolo in condizioni d’insicurezza. ll personale dell’ambulanza, infatti, non esercita un servizio di mero trasporto, ma di assistenza sanitaria; per “contratto” è quindi tenuto a salvaguardare l’incolumità del passeggero».
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«Avevo un dolore al petto. Ma al pronto soccorso non hanno capito l'urgenza e mi hanno assegnato un codice giallo. Poi, senza fare alcun esame, mi hanno rispedita a casa con una diagnosi di mal di stomaco. In realtà era un infarto e ho rischiato la pelle. Posso rivalermi?.»
>>> Anche l’infermiere del triage che attribuisce un codice errato, sbagliando la diagnosi, può dover risarcire il paziente per l'ansia indotta dall'attesa.
(in Starbene, n° 28 del 04.07.2016, Sportello dei diritti del paziente)
«Puoi chiedere un risarcimento per l’errata diagnosi di cui sei stato vittima, che ti ha esposto a rischi e stress. Il tuo è un caso di malpractice medica che si verifica se, in presenza di uno o più sintomi di una malattia, non viene inquadrato il caso clinico o i sanitari non effettuano controlli e accertamenti, utili per formulare una diagnosi», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Puoi perciò
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