Dal 01.01.2015 e sono a tutto il 2016 l'attività di indagine, civile e penale, di detective privati è stata autorizzata - per quanto attiene alla raccolta di informazioni e al trattamento di dati personali sensibili altrui - dal Garante con la nuova Autorizzazione Generale n° 6/2014, che sostituisce ed integra la precedente (n° 6/2013). Secondo la regola, il trattamento dei dati sensibili è lecito solamente se abbia luogo nel rispetto della legge (D.L.vo n° 196/03, del vigente Codice di deontologia e buona condotta per lo svolgimento di investigazioni difensive (di cui l'Avv. Salvatore Frattallone è stato parte attiva ai lavori della Commissione che ne ha curato la redazione) e delle specifiche prescrizioni indicate nel recentissimo provvedimento che il Garante ha adottato in forza dell'art. 40 del T.U. Privacy, per questa "determinata categoria di titolari". Si tratta, quindi, di una vera e propria fonte di diritto per il trattamento dei dati sensibili, che esenta i relativi destinatari dell'A.G. da richiedere al Garante specifiche richieste di autorizzazione ogni qual volta intendano effettuare trattamenti conformi alle prescrizioni impartite dall'Autorità di Garanzia.
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(da mondoprofessionisti.it, newsletter n° 196 del 10.11.2014, da "Focus su...", di Salvatore Frattallone, Partner del network View net Legal)
Il 03.09.2014 scorso è entrata in vigore la norma regolamentare che impone la nuova forma di certificazione a tutta la vigilanza privata, dando così attuazione alla previsione contenuta nell’art. 260-ter, co. 1, del regolamento d’esecuzione del t.u.l.p.s. Ma tra un anno, verosimilmente, per gli i.v.p. cominceranno a fioccare sospensioni e revoche delle licenze prefettizie ex artt. 134 t.u.l.p.s. e 249 e ss. del relativo regolamento d’esecuzione, a causa del mancato o dell’insufficiente adeguamento alla certificazione stabilita dalle rigorose normative europee, per irregolarità o, persino, a cagione dell’eventuale falsità delle certificazioni di qualità e conformità esibite ai Prefetti. Con il D.M. n° 115 del 04.06.14 il Ministero dell'Interno ha rivoluzionato il settore, stabilendo le regole - caratteristiche e requisiti di certificazione - cui gli istituti di vigilanza privata dovranno assoggettarsi, per poter continuare ad operare in Italia. La conformità dei servizi, degli impianti e dei professionisti della sicurezza, dunque, sono cambiate repentinamente, costringendo le circa 800 aziende del comparto a scegliere, entro breve, se abbandonare il settore della sicurezza sussidiaria o se, per sopravvivere, cercare di ottenere il certificato indipendente di conformità. Compiuti gli accertamenti preliminari presso l’i.v.p. e attestata la sua conformità,
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