INTERNATIONAL TRADE - UAE, 02 February 2022: “'Novità in materia di diritto societario emiratino'.

Avv. Salvatore Frattallone LL.M. a San Marino

In data 02..2022 la Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti ha organizzato una sessione di aggiormamento dedicata ai "Professionisti Certificati dalla Camera di Commercio negli Emirati Arabi Uniti" 2021/2022 , tra i quali l'Avvocato Salvatore Frattallone

L'evento si terrà il giorno 01 Febbraio 2022 alle ore: 17.30 EAU (14.30 ITA) e riguarderà le 'Novità in materia di diritto societario emiratino'. La relazione è affidata all’Avv. Antonio Varvaro, nell'ambito del progetto "Italian Certified Consultant", organizzato da "Italian Industry & Commerce Office in The UA", finalizzato agli incarichi agli esperti certificati per il commercio internazionale. Questo qui sotto la locandina dell'importante evento. 

 

 

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PENALE - TV7 'Match': 01.10.2021, 'Trattativa Stato-mafia'.

Tv7 Triveneta

L'Avv. S. Frattallone di "View net Legal - The hi-touch lawyers network" ha partecipato in diretta alla puntata del 01.10.2021 di Tv7 Match trasmessa da TV7 Triveneta, dedicata alla cosiddetta Trattativa tra lo Stato e la mafia. La sentenza di primo grado della Corte di Assise di Palermo (Sez. II, 19 luglio 2018 - ud. 20 aprile 2018, n. 2), è stata infatti travolta dalla sentenza resa dalla Corte di Assise di Appello di Palermo (Sez. II, 23 settembre 2021, Presidente Pellino, Relatore Anania) di cui al momento della trasmissione ancora non era nota la motivazione. Salvatore Frattallone, penalista cassazionista del Foro di Padova,

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PRIVACY - Con il Jobs Act, è caduto il divieto di tracciare la navigazione sul web del lavoratore ai fini di una contestazione disciplinare.

Con il Jobs Act è caduto il divieto di tracciare la navigazione sul web del lavoratore ai fini di una contestazione disciplinare. Anteriormente i cosiddetti controlli a distanza sui lavoratori era lecita soltanto ove sussistessero delle esigenze di sicurezza o di tutela del patrimonio aziendale.
Lo ha stabilito, con Sentenza sentenza n° 32760 del 2021, la Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha preso atto dell'intervenuta modifica legislativa e ha respinto il ricorso di legittimità  - confermando le decisioni di merito di primo e di secondo grado, - di una azienda  che, quale datrice di lavoro, aveva sanzionato disciplinarmente un proprio dipendente (sospensione di un giorno di sospensione dal lavoro e dallo stipendio per aver navigato la settimana prima delle ferie natalizie) per aver navigato sulla rete in orario di lavoro visitando siti di carattere commerciale.

Dunque, l'attività di controllo datoriale necessitava del previo accordo sindacale ex art. 4, co. 2 St senza cui la condotta del dipendente non avrebbe potuto venire contestata, nè l'azienda aveva mai intesto addurre la c.d. finalità difensiva del controllo.

La Sezione Lavoro di Piazza Cavour, infatti, ha statuito che é bene chiarire che i fatti oggetto di causa sono precedenti l'entrata in vigore del D.L.vo 14.09.2015, n. 151 che ha modificato in senso più restrittivo l'art. 4 L. 300/1970, stabilendo che la disposizione di cui al comma 1 (gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale) non si applica agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze. In sostanza dopo il cd. Jobs Act, gli elementi raccolti tramite tali strumenti possono essere utilizzati anche per verificare la diligenza del dipendente nello svolgimento del proprio lavoro, con tutti i risvolti. L'orientamento di questa Corte (Cass. n° 16622/2012, id. n°19922/2016), da cui non si ha motivo di discostarsi, evidenziava l'effettività del divieto di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, richiedente, anche per i cd. controlli difensivi, l'applicazione delle garanzie dell'originario art. 4, secondo comma, legge 20 maggio 1970 n. 300; con la conseguenza che se per l'esigenza di evitare attività illecite o per motivi organizzativi o produttivi, il datore di lavoro può installare impianti ed apparecchi di controllo che rilevino anche dati relativi alla attività lavorativa dei dipendenti, tali dati non possono essere utilizzati per provare l'inadempimento contrattuale dei lavoratori medesimi. Ne consegue che, nel caso concreto, i dati acquisiti dal datore di lavoro nell'ambito dei suddetti controlli difensivi non potevano essere utilizzati per provare l'inadempimento contrattuale del lavoratore. La società non aveva provato che i controlli fossero funzionali alla salvaguardia del patrimonio aziendale. Anzi i fatti accertati mediante il sistema informatico sono stati sostanzialmente utilizzati per contestare al lavoratore la violazione dell'obbligo di diligenza sub specie di aver utilizzato tempo lavorativo per scopi personali. In questo senso depone anche il richiamo contenuto nella lettera di contestazione disciplinare per violazione della 'policy' aziendale, secondo cui la rete aziendale è esclusivamente uno strumento di lavoro, "senza fare cenno alcuno alla particolare pericolosità dell'attività di collegamento in rete rispetto all'esigenza di protezione del patrimonio aziendale.

 

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PENALE - Pec ufficiali degli Uffici Giudiziari per il deposito Atti Penali, PDP e Protocolli.

Deposito Atti Penali - Pec - Pdp

Il Processo Penale telematico prevede che una determinata categoria di atti, del procedimento e del processo, venga tassativamente depositata accedendo al PDP (il Portale del Ministero della Giustizia, cui si accede tramite Spid e/o Firma Digitale, le cui credenziali debbono essere associate alla persona abilitata: Avvocati, Cancellerie, Magistrati, etc.).
L'elenco è stato aggiornato nel 2021: qui di seguito gli account ufficiali delle pec (gli indirizzi di posta elettronica certificata) degli uffici giudiziari, utilizzabili per il deposito con valore legale degli atti, documenti e istanze comunque denominati di cui all’art. 24, c. 4, del d.l. n. 137/2020.
Bisogna porre attenzione altresì sul fatto che questi indirizzi concernono i soli depositi, mentre non si possono sfruttare altri indirizzi già resi noti dagli Uffici giudiziari in precedenza, ad altri scopi.
In ogni caso, inoltre, il deposito di certi atti (tra cui le opposizioni alle richieste di archiviazione ex artt. 408 e 410 c.p.p.) deve aver luogo, anzichè via pec, esclusivamente tramite il cennato PDP, a pena d'inammissibilità, come espressamente disposto con D.M.G. 13.01.2021. Peraltro, attesi frequenti e sistematici disservizi del Portale

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PENALE - 'Diritto alla vacanza? Green pass, privacy e norme sanitarie'

AsFinanza&Consumo Avv Frattallone Circolo ATV Roma 15.07.21

- WhatsApp e le recenti truffe tecnologiche
- Qr code e Quishing
- Darkweb, falsi vaccini e certificati di vaccinazione contraffatti.

Si è tenuto il 15.07.2021 ai Parioli a Roma, nella prestigiosa cornice del Circolo Antico Tiro a Volo, l’evento di AsFinanza&Consumo intitolato “Diritto alla vacanza? Green pass, privacy e norme sanitarie”, in cui sono intervenuti come relatori Marika di Biase (nuove regole estive), Marco De Fazi (assicurazioni e proroga forzata dei viaggi), Daniela Bertes (informativa privacy ed accountability) e Salvatore Frattallone (truffe tecnologiche, Quishing e Darkweb). L'evento si è tenuto sotto gli auspici di Antonio Suero e Giuseppe Lepore. Ospiti dell'aperitivo culturale, di formazione ed aggiornamento professionale, in una piacevole atmosfera conviviale - sono stati Mauro Mazzoni (Vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma) e Fabrizio Premuti (Presidente dell’associazione dei consumatori Konsumer Italia), che hanno recato i loro salut alla platea. I luoghi a rischio d'assembramento sono, allo stato, nel mirino delle Autorità, tanto che vi va verso l'obbligo del green pass per i locali al chiuso, per treni, bus, aerei, navi, palestre, ma forse anche per accesso alle aziende privare e negli enti pubblici. Il  tema è molto sentito anche perchè molte paiono essere, con l'impennata di casi di contagio, le incognite per il turismo d'agosto e, addirittura, i positivi mentono per non disdire le vacanze. Altri aspetti riguardano le persone non ancora vaccinate e quelle immunizzate già con una sola dose ma ad oggi prive del Green Pass. Altre questioni l'età minima cui si è assoggettati alla disciplina, verosimilmente dal 6 agosto 2021. In un focus di pochi passaggi il penalista Frattallone - esperto di computer crime e data protection nonché Master in International Business Law alla Sapienza -  ha così affrontato gli argomenti:

1AsFinanza&Consumo Avv Frattallone Circolo ATV Roma 15.07.21) Le truffe online viaggiano spesso dal social network maggiormente utilizzato, WhatsApp, tramite cui i delinquenti digitali compiono furti di dati e smishing, ovverosia forme di phishing via sms, come già denunciato dalla Polizia Postale. Accade, infatti, che allo sprovveduto o distratto internauta giunga un messaggino del tipo “in questo link puoi scaricare il certificato verde Green PassnCovid-19 che ti permette liberamente di muoverti in tutta Italia senza mascherina”, che rinvia una falsa pagina web, apparentemente del Governo italiano. Il link al messaggio è fasullo e non va aperto, né vanno inseriti i propri dati personali, tanto meno le credenziali d'accesso a servizi bancari (assolutamente mai richieste dal sito ufficiale!). L’accertamento della fonte di provenienza del  subdolo post è la prima delle precauzioni da adottare, per non cascare nella trappola tesa dai malintenzionati, che sfruttano callidamente e per scopi illeciti, paure ed aspettative altrui.

2) Il codice Qr, cui siamo abituati, lo usiamo per scorrere il menu al bar o al ristorante, per i biglietti d’accesso a musei, cinema e teatri o per i biglietti di viaggio in porti e aeroporti. Il Qr code, però, può consentire al cyber-criminale d'installare codici malevoli sui nostri dispositivi e di re-indirizzare il navigatore a siti di phishing, tramite i quali vengono carpite informazioni riservate. Nel caso del Green Pass, il Qr Code è miniera di dati: contiene notizie su chi siamo, se e quando ci siamo sottoposti a vaccinazione, in quali dosi e che tipo di vaccino ci sia stato somministrato dalle autorità sanitarie, come pure se ci siamo sottoposti al tampone di controllo, quando e con quale esito, se abbiamo riportato il Covid-19 e con che esito. L’attestato va esibito, invero, esclusivamente alle autorità di controllo e solamente per le finalità connesse alla pandemia. Inoltre, è verificato solo tramite App dedicate, in grado di leggere (rectius, verificare) se la vaccinazione vi sia stata, giammai altre info della persona. L'aumentato flusso di dati personali, in quest’ultimo bienni, ha avuto una crescita esponenziale: anche per questa ragione il QrCode non va mai diffuso sui social, né comunicato a terzi ancorché tramite foto o via e-mail. A pena di contraffazione deille notizia più intime che ci riguardano. Dunque, non vanno mai aperte le pagine web effettuando il link a un codice Qr della cui attendibilità non si sia certi, ignorandone la fonte - ha spiegato il cassazionista Frattallone (nella foto qui sopra, durante l'intervento) - altrimenti si offriranno ai cyber-criminali, che realizzano e gestiscono i siti ingannevoli, innumerevoli possibilità di sottrarre dati e di clonare la nostra identità personali.

3) Infine, Internet è un iceberg d’informazioni. Come tale, alla porzione visibile, la c.d. Surface web - così l’esperto ha descritto il web come lo conosciamo accessibile a tutti, mediante i motori di ricerca tradizionali - è abbinato un sottostante livello, quello del darkweb. Per accedervi servono appositi strumenti, primo fra tutti il browser T.O.R. (acronimo di The Onion Router), che garantisce l’anonimato, una crittografia avanzata ed evita i block-tracker. Migliaia di computer sono interconnessi tra loro nel mondo e, sfruttando specifici motori dedicati (DuckDuckGo ed altri) ci si può entrare tramite si può link con l’estensione *.onion). Diventa così possibile navigare in incognito, tra milioni di negozi online, tra i vari marketplace telematici, si trovano i contenuti e le pagine non indicizzate desiderate. Proliferano, ovviamente, i siti illegali, i cui link vengono condivisi con Telegram. Venditore e compratori concludono le transazioni e il pagamento del prezzo avviene in criptovalute (Bitcoin, Ethereum, etc.) scambiate tramite blockchain, tecnologia che si avvale di un sistema decentrato che costituisce un'alternativa al sistema bancario. Anzi, è di solito pure garantita la tracciabilità della spedizione illegale. Tra gli scambi illeciti, che le Autorità stanno monitorando (con tecnologie sempre più innovative: Bot e Avatar), v’è la compravendita di fiale di vaccino (dalla assai dubbia autenticità ed efficacia) e di falsi certificati di avvenuta vaccinazione, promessi a pochi spiccioli (da 65€ a € 130 circa). Una nuova stagione per il Green pass, insomma, che transita su questi floridi mercati paralleli. Nel Darkweb l’illegalità regna sovrana: c’è chi si compra il falso attestato di vaccinazione a proprio nome, da esibire ai controlli doganali di frontiera o al gate in aeroporto. E c'è chi che, dietro l'allettante garanzia dell’anonimato, approfitta dell’illecito in rete e cerca d'accaparrarsi vaccini farlocchi, con la lusinga di un prezzo stracciato. In tali casi si risponde del reato anche solo per l'acquisto delle fiale e/o della mendace attestazione sanitaria. Chi offre in vendita tali certificati attestanti il completamento del ciclo vaccinale o merci contraffatte è sì di difficile identificazione, trattandosi spesso di soggetti extra UE), ma verrà perseguito e punito dalla legge. Com’è già successo.

 (da sinistra: Daniela Bertes, Marika Di Biase e Marco De Fazi)

AsFinanza&Consumo Avv Frattallone Circolo ATV Roma 15.07.21

(nella foto qui sopra, da sinistra: Lepore, Mazzoni, Suero, Frattallone, Di Biase, Bertes e De Fazi).

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