T.A.R. Genova Liguria, Sez. II, Sent. 16/17.02.2012 n° 316
I Giudici amministrativi, dopo aver definito "delicata" l'attività che può essere svolta dal collaboratore di un investigatore privato autorizzato, stigmatizzano gli ampi poteri della p.a. in materia di sospensione e revoca della licenza prefettizia nonché i connotati dell'"abuso", ritenuto sussistente il quale vengono meno i presupposti per il rilascio e il mantenimento dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di vigilanza o dell'attività investigativa ex art. 134 t.u.l.p.s., in particolar modo se connessa all'attività del c.d. recupero crediti.
Ciò che risalta, nella pronuncia ligure, è in particolare il principio per cui "anche una mera denuncia può giustificare il giudizio di mancato possesso del requisito della "buona condotta"
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IL RINTRACCIO DEL DEBITORE, TRA INFORMAZIONE E INVESTIGAZIONE
(su Credit Village magazine, il Villaggio per la gestione del credito, Anno 7, n. 3, maggio-giugno 2012)
Il rintraccio del debitore è uno dei cardini della tutela del credito. Ne parliamo con l’Avv. Salvatore Frattallone, cassazionista del Foro di Padova, consulente legale di P&P Investigazioni.
Perché il rintraccio del debitore è sempre più utilizzato da banche e finanziarie?
«è una duplice risorsa, in sede di recupero del credito. In fase stragiudiziale, per rinvenire fisicamente il debitore e porre in essere forme legittime di sollecito di pagamento, se non addirittura la transazione. In fase contenziosa, è prodromico alla notifica di atti giudiziari ed esecutivi, se l’inadempimento persiste».
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